Articoli, Brevi Testi e Pensieri di MArio Avagliano
Mario Avagliano
Storico e scrittore

La storia italiana raccontata attraverso persone, documenti e memoria

Racconto la storia italiana attraverso libri, ricerche e incontri pubblici, con particolare attenzione alle vicende delle persone comuni e ai passaggi decisivi della nostra democrazia.

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Copertina - Vincere e vinceremo

Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte, 1940-1943

Autori: Mario Avagliano, Marco Palmieri — Editore: Il Mulino — Collana: Biblioteca storica — Anno: 2014 — Pagine: 376 — Prezzo: € 25,00 — Finalista Premio Acqui StoriaISBN: 978-88-15-25360-6

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Scheda Editore

Il giudizio di Paolo Mieli
«Avagliano e Palmieri sfatano il mito di un’Italia fin dall’inizio contraria alla guerra e che già alla fine del 1940 prende le distanze dal fascismo. Dimostrano come, quantomeno tra i soldati, il consenso alla decisione del regime di entrare in guerra fu quasi plebiscitario e il momento di rottura fu invece assai tardivo».
Una voce dal libro
Il milanese Riccardo Beduschi nel febbraio 1941 scrive: «Nel passo che ho fatto io non ho nulla da rimpiangere o da rimproverarmi, so solamente che il destino ha voluto fare di me un legionario forte che combatterà fino alla vittoria finale sotto il segno del Littorio e fin dove il Duce ci comandera».

Slogan

Un’indagine avvincente sullo «spirito pubblico» degli italiani sotto le armi tra il 1940 e il 1943, dall’entusiasmo iniziale per la guerra "breve e vittoriosa" all’opposizione al fascismo.

Scheda del libro

Come hanno veramente vissuto la guerra gli italiani che fra il 1940 e il 1943 la combatterono, all’insegna della famigerata parola d’ordine mussoliniana «Vincere e vinceremo»? I diari e la corrispondenza dei soldati, i biglietti clandestini, le lettere censurate o sequestrate, le relazioni delle autorità militari e di polizia, le note delle spie fasciste che gli autori hanno ritrovato negli archivi, e su cui costruiscono un resoconto originale, fanno emergere speranze, ideali, miti, aspettative degli italiani rispetto alla guerra e al fascismo.

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Anche se in alcuni non tardò a insinuarsi un senso di delusione, nell’insieme ci troviamo davanti alla diffusa adesione e anzi all’entusiasmo con cui la guerra fu accolta e combattuta da tanti italiani, sedotti dai sogni di gloria dispensati dal fascismo. Un consenso che solo con gli sviluppi catastrofici del conflitto si trasformò, ma piuttosto lentamente, in distacco e avversione.